Un Oscuro Disegno Nazionale
(Quel che cova sotto il Tricolore)
L’attuale politica
sulla Difesa del suolo e sul governo idraulico dei fiumi – politica
fondata su incuria ed abbandono; contraria ad ogni forma di manutenzione
preventiva; finalizzata allo spreco del denaro pubblico; ispirata e sostenuta,
con manfrine e mistificazioni, da un “ambientalismo” strumentale; perseguita
nella logica dell’emergenza dalle lobby trasversali Tangenti & Appalti –
sta oscurando l’Italia e ne sta sfasciando l’Economia e il Territorio. Le
pianure fluviali sono ad altissimo rischio idraulico; la vittima più
importante è
La funzione primaria di un fiume, ai fini della salvaguardia del territorio, è quella di drenare le acque del proprio bacino idrografico. Riesce ad assolvere a questa funzione, nella misura in cui è dotato di una sezione di deflusso adeguata alle proprie ricorrenti portate idriche; sezione di deflusso che va quindi verificata, mantenuta e ripristinata; e perciò l’alveo va ripulito da tutto ciò che inevitabilmente vi sopraggiunge nel tempo; che vi si accumula e tende ad ostruirlo. Per la sicurezza del territorio, questa è una regola basilare, inopinabile e imprescindibile. La prima e vera causa delle ricorrenti esondazioni fluviali – compresa quella recente del fiume Tevere – è senza alcun dubbio la mancata pulizia degli alvei.
L’articolo 2 della legge 365/2000
(Attività straordinaria di polizia idraulica e di controllo sul territorio)
– emanata subito dopo l’alluvione “Piemonte
Per costoro
Per questo motivo è bandita ogni forma di manutenzione preventiva: a maggior
ragione se realizzabile a Costo Zero per
Col metodo degli appalti a forfait, invece, quegli stessi inerti diventano merce di scambio: barattati sottobanco per alimentare tangenti e fondi neri. I fiumi non sono più fiumi ma campi per scorrerie. Riescono a cancellare, alla prima piena, ogni traccia delle opere malfatte, ed anche di quelle non fatte, ma collaudate e pagate. Sono perciò prescelti per organizzarvi le operazioni spartitorie, che offendono la decenza e la comune intelligenza, ma soddisfano incombenze e referenze, e non vi rimane traccia. E’ nei fiumi, più che altrove, che si alimenta all’infinito quel bubbone nazionale chiamato Debito Pubblico.
Con una lunga serie di appalti a forfait
– metodo nettamente preferito rispetto a quello delle concessioni estrattive,
che invece viene osteggiato con ogni mezzo –
Per metà di quei 500 miliardi,
E’ un sistema che vige tuttora (v. cap. Spreco infinito e legalità perduta…); che si fa sempre più forte ed arrogante in spregio di leggi e di sentenze che lo condannano. Lo spreco continua… nonostante la scarsità di fondi disponibili. Nessuno li frena. Nessuno li controlla. Nessuno li sanziona. L’impunità è garantita.
E’ da oltre quindici anni (v. cap. Anno 1991: malcapitati fiumi…) che sto lottando contro questo sistema: denunciandone più volte le malefatte. Ho dovuto però constatare che al malgoverno della Maggioranza (di centro-sinistra) corrisponde la tacita acquiescenza dell’Opposizione (di centro-destra). Ma non solo. Vi corrisponde pure l’inefficienza dell’Autorità giudiziaria di Matera e Potenza, nonché della Corte dei Conti regionale.
Dai fascicoli delle loro “archiviazioni” – prodotti dalle mie denunce (per spreco e truffa): finite a volte, stranamente, tra gli “atti non costituenti notizia di reato” – ho potuto misurare la serietà e l’impegno dei nostri magistrati inquirenti. Fatte salve le tante persone laboriose e integerrime, ci sono tra loro degli Inetti e Superficiali, affetti forse da ignoranza, pregiudizi o pigrizia mentale: - che fanno fare ad altri, anche più volte, il loro lavoro ma non lo degnano d’alcuna attenzione; - che “indagano” per interi lustri ma poi archiviano, oppure rinviano fino alla prescrizione dei reati; - che si passano la palla finche possono, ma non vengono mai a capo di niente, eccetto qualche scoop pubblicitario; - che nascondono il loro Abuso (d’ufficio), cioè quello di allungare a vuoto e all’infinito le loro inchieste, dietro la non facile punibilità dello stesso reato commesso dagli indagati: burocrati, politici etc..
Nei fascicoli della Corte dei Conti, infine, un’azione amministrativa condotta sprecando delle pubbliche risorse e vanificando delle entrate erariali, viene definita una “Discrezionalità amministrativa non sindacabile”; mentre le truffe miliardarie – consumate pagando due volte la stessa opera – sono considerate delle semplici “Sovrapposizioni contabili”(?). Sventurati noi !!!
Urge una svolta
Per il bene del Paese, per la vita e l’economia di intere popolazioni: urge una svolta a questa politica scellerata. Se ad esempio non si provvede alla pulizia e regimazione del Po e dei suoi affluenti, al ripristino della loro sezione di deflusso – nell’ottica e con i criteri del buon governo idraulico – fra non molti lustri, la pianura padana dovrà essere evacuata: da persone e cose. E non ci sono argini che possano salvarla.
Di fronte a questo marasma istituzionale, pieno di mille competenze (in continuo conflitto tra loro) ma vuoto di capacità interpretativa delle problematiche sul territorio – il tutto confermato dalla “Indagine conoscitiva” svolta di recente dalla VIII Commissione della Camera dei Deputati (v. cap. Anno 2005: sventurati fiumi…) – di fronte alle sistematiche ed impunite inadempienze ufficiali; di fronte a questo vuoto spaventoso, la svolta può nascere solo dalla mobilitazione dei cittadini. Urge pertanto una presa di coscienza da parte della base; una conoscenza dei problemi ed un suo ruolo attivo e propositivo nella ricerca delle soluzioni.
Urge una decisa azione di protesta popolare, verso ritardi e inadempienze degli uffici, ma servono anche delle iniziative propositive di approccio tecnico: verso la individuazione del rischio idraulico, e le possibili soluzioni. Il tutto, previa liberazione da pregiudizi “ambientali” e da sudditanze ideologiche: riflettendo e ragionando con la propria testa sul fenomeno alluvioni, sulle sue cause (v. cap. Rischio idraulico: cause e mistificazioni); cercando di vedere al di là delle verità propinate dagli addetti e responsabili, e dai loro “velinari”; partendo da un’attenta lettura della cronaca di ciò ch’è già accaduto nel passato (v. cap. Rassegna stampa: alluvioni, detriti e tangenti…)
E’ auspicabile che siano i Sindaci a guidare la protesta preventiva dei cittadini, ed a coordinarne l’azione, affinché possa svolgersi in termini civili e ne possano sortire effetti immediati. Consentire che la gente abiti nelle aree a rischio, senza fare qualcosa per eliminarlo, è come permettere l’uso di una casa terremotata ed a rischio di crollo. Tenerla poi all’oscuro del pericolo, è ancora più grave e immorale.
Certo, serve pur sempre una svolta politica. Ma la si può sperare solo se il problema diventa anche una questione di voti. Da qui l’esigenza di una mobilitazione ad iniziare dalle imminenti elezioni: “contrattare” il voto con chi dimostra sensibilità e promette impegno verso il problema della manutenzione dei corsi d’acqua.
Quanto a tutto il resto, speriamo che Buonsenso prevalga: che metta fine all’immane Sperpero di denaro pubblico… che induca il Parlamento ad abrogare le leggi di Tangentopoli… che smantelli le sovrastrutture (e strutture parallele) burocratiche… che faccia pulizia di Ambiguità, Cialtroneria ed Arroganza, di cui sono pieni i Palazzi del potere… che risollevi questo Stato dallo stato confusionale in cui sta sprofondando… che ne arresti lo sgretolamento in atto… Prima che sia troppo tardi.
Lo Stato è come il pesce: quando va in decomposizione comincia a puzzare dalla testa. Spero (lo dico con tutto il rispetto) che lo avverta anche il nostro Presidente Ciampi; e rivolga più opportunamente altrove il suo “richiamo alla Legalità”: verso chi non riesce o non vuole tutelarla; e non solo verso cittadini (campani, calabresi, siciliani…) che, prigionieri di un contesto malavitoso imposto da altri, sono costretti a non rispettarla.
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Il presente Appello nasce, tra l’altro, dalla certezza di un grave pericolo per la vita e l’economia di intere popolazioni. Ha lo scopo di stimolare il dibattito su un problema reale, che per lo più viene ignorato o travisato. Vuol essere inoltre un solidale contributo, di conoscenza e d’informazione, agli ex e potenziali Alluvionati d’Italia. Spero che induca a riflettere; che aiuti a capire… a correggere… a prevenire…; che stimoli qualche iniziativa.
Se potessi, suonerei giorno e notte le campane a martello: per scuotere la gente dal sonno dell’indifferenza e dallo stordimento della disinformazione.
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Per quanto mi riguarda, esprimo qui la mia protesta
e l’indignazione di cittadino (ancora) libero.
E, fino a quando non vedo il segnale di una svolta,
IO NON VOTO
ed invito a fare altrettanto
Febbraio 2005 - nicolabonelli@fontamara.org
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Se condividi…passaparola… suona le campane…
(segnala ad un amico)
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Ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi,
ma il silenzio di quelli buoni. ( Martin L. King )
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Questo ed altro sul (nuovo) sito: www.fontamara.org
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Postato da Nicola Bonelli il 13 Febbraio 2006
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