MANCANO I VALORI VERI


Il "mondo alla rovescia" si concretizza sempre più sotto i nostri occhi. Ogni giorno che passa ne abbiamo conferme. A volte, come nel caso di Catania, si concretizza  tragicamente e tutti si chiedono le ragioni e si interrogano sul "che fare". Bloccando le attività sportive e riflettendo sulle tragedie, quasi sempre previste e annunciate, si tenta di "capire" il perché. E come fare per evitare ancora altre tragedie e altre violenze.

Vedremo, nei prossimi giorni, cosa decideranno i responsabili di questo bellissimo sport popolare. Vedremo se la "riflessione" produrrà gli esiti sperati e se si ritornerà ad un calcio che recupera i suoi "valori" sportivi iniziali. Ma la riflessione che bisognerà fare, dal mio punto di vista, è più generale e di fondo.


Diciamocelo spassionatamente. Dallo sport alla politica, passando attraverso tante altre espressioni dell'agire degli uomini, si manifestano con sempre maggiore evidenza i guasti profondi di una società "moderna" che fonda le proprie aspettative di progresso e di futuro con la priorità assoluta del "successo" (personale o di "gruppo" omogeneo). Di un successo frutto della competizione, dell'egoismo, dell'arrivismo, delle ambizioni non sempre "normali e razionali" ma spesso "estreme". Di un successo, sportivo e non, legato fortemente a "disvalori" sempre più invasivi e invadenti.

Per "prevalere" (in ogni campo delle attività umane) si è disposti alle  azioni più insane, più immorali, più disoneste. Per vincere un "derby  cittadino" si è disposti a scatenare la guerriglia della violenza fisica e  materiale, si è "predisposti" addirittura ad uccidere. Per occupare un  "posto di potere" in politica o in un ambito qualsiasi della società, si è  disposti a tutto. Anche a "tradire" i compagni o gli amici coi quali si sono  svolte tante battaglie comuni e in nome di princìpi e valori di onestà e moralità "pubblica".

Una società nella quale conta, oramai, molto di più la "forza" che la ragione, la "delinquenza" che l'onestà, l'egocentrismo e la  personalizzazione piuttosto che l'altruismo e il senso della "comunità" è  una società senza futuro e senza speranza.


Servirebbe una riflessione "collettiva", un'autocritica generale dell'intero "sistema paese". Un ripensamento serio e costruttivo per ritrovare percorsi, strategie e obiettivi condivisi. Servirebbe più coraggio e meno ipocrisie nel denunciare i guasti profondi dell'etica pubblica e dei comportamenti "privati" di tutti coloro che si gloriano di essere
la "leadership" di un Paese che viene "imbonito" e "raggirato" dagli artefici del decadimento complessivo.


Servirebbe, in definitiva, una "classe dirigente" seria e una profonda "rivoluzione culturale" che ripristini "modelli di vita" e modelli di società funzionali ad una crescita civile basata su regole e comportamenti, figli di "valori" autentici. Tanti e molti di più i valori dell'essere rispetto a quelli, oggi tragicamente prevalenti e vincenti, dell'avere.


Uno sport malato, una politica malata, una società malata non hanno alcuna speranza di "guarire" se non si alimentano di valori veri.

 


Eduardo Rina

 

 

 

Postato Domenica 04 Febbraio 2007