“Il metano ti dà una mano”. Ma, a chi la dà davvero?

 

Fa freddo e rieccoci con i problemi del riscaldamento, con il  nuovo problema del metano che arriva dalla Russia! Perché, tra l’altro, non si parla più del gas proveniente dall’Algeria, pagato a caro prezzo grazie agli “allegri” contratti del Governo Craxi? Si sono, per caso, esauriti i giacimenti africani?

Ora che sarebbe necessario, ancora non si vuole prendere in seria considerazione l’opportunità di produrre da noi energia pulita da fonti alternative come, ad esempio, quella da biomasse (biogas, biodiesel, bioetanolo, idrogeno eccetera). Ci dicono semplicemente di abbassare la temperatura perché c’è poco gas e che dobbiamo stare al freddo. E chi controlla? E quanta aria viene “pompata” in rete per mantenere la pressione a livelli standard, ma che noi paghiamo allo stesso prezzo del gas?

Intanto perdiamo tempo e denaro ed occasioni veramente uniche per accrescere la competitività e redditività delle nostre aziende agricole sempre più stremate. Queste potrebbero trovare nella filiera bioenergetica una straordinaria occasione per differenziare le produzioni e dare un futuro un po’ più certo ai giovani.

E’ qui il caso di riportare qualche dato che avvalora la nostra tesi. Da un’analisi fatta a livello mondiale sui fabbisogni energetici coperti da biomasse, riferiti alla quantità di energia primaria rilevata, apprendiamo che gli Usa ricavano da biomasse il 3,2%, l’Europa il 3,5% con punte del 17-18% tra Svezia e Finlandia. In questa virtuosa compagnia buona ultima troviamo l’Italia con il suo misero 2%.

Non può essere estranea a tale argomento la fornitura di metano che ci viene dalla Russia e che proprio ora sta subendo riduzioni con grande soddisfazione dell’Eni e dello stesso Putin (grande amico compagno-compare del nostro Presidente del Consiglio) la cui compagnia russa Gasprom vorrebbe acquisire la stessa Eni.

Oltre alla gestione dell’acqua il nostro “super-governo” della cosiddetta CdL vuole vendere ai privati anche quella del gas, in barba al servizio pubblico che, almeno per alcuni beni essenziali, dovrebbe rimanere tale!

 

Walter Bianco

 

Postato il 03.02.2006