PERCHé I CITTADINI DELLA "SINISTRA PIAVE"

PAGANO COSì TANTO I RIFIUTI ??

(Dal convegno sui rifiuti a Oderzo del 10-2-2005)

 

 

1) II Consorzio CIT è, da anni, un Carrozzone politico svuotato di tutte le sue funzioni. I Comuni "associati" in Consorzio dovrebbero produrre una Politica gestionale "unitaria" e "omogenea": un unico PIANO FINANZIARIO GENERALE, un REGOLAMENTO GENERALE per la Gestione operativa e un REGOLAMENTO GENERALE per la TARIFFA Consortile. Nel CIT succede esattamente il contrario: ogni Comune decide in proprio e la sommatoria di tutti è solo il CAOS gestionale. E non tutti i Comuni fanno la "raccolta differenziata" con il porta a porta!

 

2) La Legge Ronchi e il Decreto DPR 158/1999 stabiliscono, in maniera rigida e vincolante per i Comuni, la procedura di individuazione dei COSTI FISSI e dei COSTI VARIABILI del PIANO FINANZIARIO e, soprattutto, i criteri per la determinazione della TARIFFA. Il CIT, e quasi tutti i Comuni che ne fanno parte, agiscono discrezionalmente e modificano a loro piacimento la composizione dei COSTI FISSI e dei COSTI VARIABILI. La parte fissa delle Fatture per i Rifiuti viene "gonfiata" di costi variabili e finisce per ridiventare una "tassa" (rapporti di 75% contro 25%).

 

3) La Legge Ronchi obbliga alla tenuta di una Contabilità Analitica e documentata ai fini di una corretta "copertura totale" dei Costi del servizio e ai fini della "trasparenza" di un servizio pubblico essenziale. Il CIT e la SAVNO non dispongono di tale Contabilità!

 

4) La raccolta differenziata di carta, vetro, plastica, umido, ecc dovrebbe produrre "ricavi" che abbatterebbero consistentemente i Costi, e le utenze ne vedrebbero i "vantaggi" sulle fatture! Del "ricavato" della differenziata non c'è traccia nella contabilità dei Piani Finanziari del CIT - SAVNO!

 

5) Il servizio "operativo" viene svolto da Ditte Private vincitrici di gare d'appalto (a Conegliano c'è ASPICA - Waste Management - multinazionale) che agiscono con la stipula di Contratti di servizio nei quali sono elencati meticolosamente i servizi specifici, la qualità del lavoro, i mezzi, il personale impiegato e il "prezzo" complessivo del servizio. In teoria è tutto individuabile e controllabile dai Comuni e dal CIT. Nella pratica nessuno controlla la qualità del servizio pattuito, il rispetto dei contratti, il personale impiegato e resistenza di sub-appalti.

 

6) Infine i Piani Finanziari: il cuore della Legge Ronchi poggia sui Piani Finanziari. Dovrebbero essere la "cartina di tornasole" della trasparenza amministrativa. Dovrebbero essere descrittivi dell'intera struttura del servizio, dei Costi (documentati e analitici) dello spazzamento, della raccolta, del trasporto, dello smaltimento dell'indifferenziata, dei ricavi della differenziata, dei costi amministrativi, ecc.... I Piani finanziari che sono finiti sotto i miei occhi e che ho attentamente "studiato" sono assolutamente privi di qualsiasi trasparenza, documentazione, analiticità. Le cifre di denaro in essi contenute sono "invenzioni contabili" con Costi "gonfiati". Sono falsità ideologiche, a voler essere "benevoli" e"garantisti".

 

E, inevitabilmente, le fatture destinate ai cittadini sono la conseguenza di una gestione che riempie le tasche dei "privati" che vivono del "businness" dei Rifiuti.

 

 

Prof. Eduardo RINA

Cons. Comunale di Conegliano e Componente il Direttivo Nazionale A.N.C.I.      

 

Febb. 2005

 

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