DA CATTOLICO, LE MIE RAGIONI LAICHE PER NON
VOTARE
del Prof. Lino Sartori
RAGIONI DI:
-
MERITO
-
DI
METODO
-
DI
STILE
I)
DI MERITO
Nella legge 40 / 2004
- è affermato il principio
della tutela del concepito, che è non “non ancora uomo”, ma “già uomo”,
persona, cui spettano tutti i diritti, in primo luogo quello alla vita; la
donna non “genera” un essere (lo fanno tutti i mammiferi), ma “dona la vita ad
un uomo”;
- è affermato il metodo della
gradualità delle terapie per la donna, contro l’invasività della situazione
precedente;
- è affermato il criterio del
ricorso alla PMA non come metodo alternativo alla procreazione, bensì come
ultima “ratio” in casi effettivamente di impossibilità alla procreazione
naturale;
- è accolto il principio che
non vi è un diritto al figlio, bensì il diritto dell’embrione ad avere
condizioni certe di vita: se la situazione biologica lo consente (non ad ogni
costo), se vi è rintracciabilità dell’albero genetico;
- assume come equipollenti
altri metodi per la genitorialità: l’adozione;
- assume come doverose per la
scienza altre metodologie di ricerca oltre a quelle staminali embrionali:
staminali adulte stimolate attraverso il laser (recente s coperta di
scienziati di Siena e Maryland), staminali del midollo;
- ribadisce la non
“disponibilità” dell’embrione: non si può tentare di guarire usando (=
eliminando, parola di Dulbecco!) embrioni;
- combatte l’evidente
messaggio, sostenuto da alcuni referendari, che la vita da promuovere è quella
efficiente, mentre quella sofferente – potendolo – va eliminata.
- riconosce il diritto di vita
dell’embrione, che impedisce di “essere generati con riserva” in base ad un
sistema valoriale definito dagli adulti attuali. Le modalità con cui una
vita si incarna in un corpo sono indisponibili. I fondamenti genetici
della nostra esistenza sono indisponibili. Qui le preferenze personali, degli
adulti attuali, vorrebbero avere la meglio sul diritto alla non -
eterodeterminazione, che va riconosciuto all’embrione. Non si può cogestire
l’evoluzione.
- accoglie la prospettiva
della dimensione spirituale essenziale alla vita umana, altrimenti dovremmo
negare una componente importante dell’esistenza: gli affetti, l’amore, i
progetti, le speranze, il futuro.
- sintesi della legge
40/2004: “qualora si ritenga opportuno applicare le tecnica di pma bisogna
lasciare a ogni figlio, anche se concepito in provetta, una possibilità di
vivere e gli si devono assicurare un padre e una madre veri in ogni senso,
certi, conoscibili e conosciuti”.
- La Corte Costituzionale
afferma la legittimità di questa legge, la cui mancanza lascerebbe indifeso un
soggetto che la Costituzione deve difendere.
II)
DI METODO
- Il referendum non è lo
strumento adatto perché, a conti fatti, dà alla minoranza il potere di
abrogare una legge approvata da oltre due terzi dei rappresentanti del popolo
eletti legittimamente. Esempio: se 100 cittadini hanno diritto a votare,
affinché il referendum sia valido, devono avverarsi due condizioni:
- devono recarsi al seggio
almeno 51 cittadini;
- vincerà la parte che avrà
riportato anche un solo voto in più dell’altra. Pertanto, dopo avere tolto dal
conteggio le schede bianche o nulle (lo dice la legge del 1970), si contano
quelle del SI’ e del NO; a questo punto è sufficiente che 26 cittadini abbiamo
votato SI’ affinché sia abrogata una legge (come quella in discussione) che è
stata approvata da due terzi del parlamento; quindi il 26% prevale sul 74%;
Ma, in linea teorica, vince anche una sola scheda del SI’ se tutte le altre
fossero bianche o nulle. Non caso qualche leader politico (Fassino) invita i
cattolici a votare almeno scheda bianca!
- Il referendum è stato deciso
senza un adeguato (= 2, 3 anni) periodo di sperimentazione della legge, dunque
con finalità non certamente scientifiche; infatti la macchina referendaria è
partita il giorno successivo all’approvazione della legge. Non così si fece in
occasione dell’aborto (1978) con il relativo referendum del 1981;
- Il referendum contrappone la
popolazione su tematiche che invece esigono confronto, discussione,
approfondimento, argomentazione; dobbiamo capirci attraverso uno sforzo
collettivo di riflessione.
- Si confondono tre diversi
livelli: giuridico, scientifico, etico. Alla scienza spetta il compito
di illustrare gli aspetti scientifici del problema e trovare le soluzioni, non
pronunciarsi sull’origine della vita, sul significato della persona
dell’embrione, sul valore “umano” della problematica. Mai come in questo campo
la scienza deve stare dentro i propri limiti: le decisioni sulla vita non sono
di tipo quantitativo, ma qualitativo. “La domanda su come comportarsi
eticamente di fronte al mistero della vita esula dalla scienza, ma non dalla
coscienza (Barbara Spinelli, figli di Altiero, uno dei padri dell’Europa).
- Il referendum non è un patto
tra cittadino e istituzioni, ma una “provocazione democratica della
minoranza”: su questo si basa il diritto all’astensione. Strano il ricorso al
referendum da parte di forze politiche che potevano farsi sentire in
Parlamento o che, tra un anno, hanno la possibilità di eleggere un diverso
Parlamento! Questa è anche un’osservazione rilevata da eminenti
Costituzionalisti.
III)
DI STILE
- L’inganno della
democraticità del referendum: perché non si parla delle critiche che la Corte
Costituzionale ha fatto a più riprese sull’uso “politico” (= distorto) del
referendum?
- Perché si presenta come una
mancanza di coraggio, democraticità, partecipazione il fatto che
costituzionalmente si possa astenersi dal voto? Occorre spiegare il concetto
di “dovere civico”: = opportunità offerta dalla Costituzione affinché il
cittadino eserciti i suoi diritti, non un’imposizione, nemmeno sanzionabile
(legge del 1993 che abolisce la sanzionabilità del non voto politico);
l’articolo 75 della Costituzione va letto alla lice dei precedenti articoli:
art. 2 (inviolabilità dei diritti dell’uomo, tra i quali compare anche quello
dell’embrione, per il seguente ragionamento: benché l’embrione non sia
menzionato nella Costituzione, assumo valore di rango costituzionale i diritti
riconosciuti da trattati internazionali e convenzioni internazionali e i
diritti di nuova generazione, ossia quelli che generati dall’evolversi della
società), art. 21 (libertà di manifestare il proprio pensiero); art. 23
(nessuna prestazione personale può essere imposta); art. 48 (voto come dovere
civico).
- Si deve ricordare tutte le
altre volte (almeno 5 negli ultimi 10 anni) in cui è mancato il quorum anche
con l’indicazione attiva di coloro che oggi deplorano tale scelta;
- È scorretto l’uso distorto
dei mass media: trasmettere servizi che toccano i tasti emotivi dei
telespettatori, senza mostrare che altri soggetti, pur affetti da gravi
malformazioni, hanno saputo e voluto dare al problema soluzioni diverse.
Uso omologante dei mezzi di comunicazione: trasformare in opinione
generale o in parere condiviso l’opinione o le scelte di vita di piccoli
segmenti della popolazione.
- Non ci si accorge della
babele di posizioni ideologiche in campo; due dovrebbero essere, almeno, le
posizioni sulle quali la sinistra e i radical - borghesi si differenziano:
- la sinistra storica (i
marxisti: comunisti, socialisti) accoglie senza batter ciglio le posizioni
dei propri nemici di classe, i liberal- radicali. Com’è possibile
dimenticare che la sinistra ha sempre criticato la concezione della famiglia
borghese, che invece i radicali vogliono addirittura estremizzare? Si pensi
a Marx, alla scuola di Francoforte, al francese Morin, al sociologo
polacco-inglese Bauman. Qual è la differenza tra sinistra e radical
borghesi? La sinistra accoglie il concetto di persona e famiglia come
appartenente al genere (umano), la mentalità radicale vede solo l’individuo
uomo, donna, che ha il diritto di disporre dell’altro in base al principio
della libertà individuale;
- la sinistra ha sempre
criticato l’uso della tecnica che spersonalizza l’uomo: ora, che lo
determina addirittura geneticamente, va tutto bene! Quindi al sinistra
accetta la genetica liberale che uno dei sui maestri definisce:“Shopping in
the genetic supermarket”.
- Altrettanto si deve dire
della posizione dei Verdi: da un lato ammettono il principio di “precauzione”,
in base al quale occorre guardare alle conseguenze di ogni nuova applicazione
tecnologica sull’ambiente e sulle persone; dall’altro tale precauzione nei
riguardi dell’embrione non vale più, in quanto può essere usato per fini
(buoni, si dice) sperimentali. Tuttavia anche tra gli ecologisti si annotano
posizioni differenti, come questa: “Concludo questa breve rassegna sulla
vivisezione con una speranza per tutti gli animali, umani e non, per la
scienza e la società: esistono migliaia di metodi alternativi alla
sperimentazione animale oggi disponibili. Le pressioni degli animalisti di
tutto il mondo … stanno producendo un lento cambiamento a livello politico
nella direzione di una vera scienza per lo sviluppo e diffusione di metodi
non cruenti ed affidabili di ricerca”. (R. Bartocci, Philosophema, n. 3-5,
pag. 59).
- Nessuno deve dipendere da un
altro in maniera pregiudizialmente irreversibile. Il figlio manipolato non può
correggere la programmazione datagli dal suo “designer”. Al programmato è
pregiudizialmente impedito di scambiarsi di ruolo con il suo programmatore. La
programmazione genetica consolida una dipendenza tra persone le quali sanno di
non potersi scambiare le posizioni sociali e biologiche. E pensare che la
sinistra, quella correttamente marxiana, lottava per la liberazione, prima
ancora che per la libertà!
- Mentre la storia culturale
delle generazioni (Gadamer) si sviluppa attraverso la relazione tra domande e
risposte, i programmi genetici non danno mai libertà di parola ai discendenti:
non c’è relazione, non vi è patto intergenerazionale.
- Un principio va discusso e,
sperabilmente, accolto: SIAMO ESSERI CAPACI DI LIBERTÀ, MA VINCOLATI ALLA
LIBERTÀ.
- Oggi le nostre vite sono
minacciate non solo da ciò che le minaccia, ma anche da ciò che le protegge:
la scienza e la medicina (Edgar Morin).
- Uccidere non può essere un
mezzo per legittimare il proprio diritto.
- IN FONDO LA RAGIONE
DELL’ASTENSIONE STA NELLA DIVERSA CONCEZIONE DELLA PERSONA: PER ME L’UOMO È UN
SOGGETTO CHE:
- ha una storia che continua
quella del genere umano,
- ha il compito di
autodeterminarsi nel progetto che va via via assumendo;
- ha una libertà che non è
condizionata dalle scelte a lui precedenti.
- Nella PMA vi un forte
rischio: che l’amore per il bambino desiderato in realtà sia amore per il
desiderio del bambino. Ma la maternità non è un diritto, altrimenti
coloro che non la possono esercitare sarebbero “meno donne”. La
maternità è scelta di effettuare un dono, maturata non individualmente.
Solo a questa condizione scatta il diritto per la famiglia di avere il
contesto ottimale affinché il dono possa essere effettuato.
- Onestà nei riguardi dei
poteri della scienza: “Ci sono dei grandi problemi etici nell’uso di cellule
embrionali umane, perchè per ottenerle bisogna distruggere un embrione…l’uso
di cellule staminali adulte sarebbe preferibile perchè non susciterebbe alcun
problema etico. Solo il dubbio (= mancanza di conoscenze certe) limita
l’interesse all’uso di cellule staminali adulte”. (R. Dulbecco, Nobel 1975 per
studi su cellule tumorali.
-
Non tutto ciò che è reso disponibile
dalla scienza può essere disponibile per la coscienza. L’intervento
sull’embrione stabilisce una asimmetria tra adulto e embrione, a favore
del primo. Non si può fare nessuna considerazione normativa senza prima avere
assunto la prospettiva della stessa persona interessata: non si può decidere
in contumacia! E se i bambini potessero scegliersi i genitori?
Si pensi alla problematica del giovane, nato manipolato, quando verrà a sapere
che il suo destino è stato programmato da una volontà eteronoma. Oggi si
dice: Dio non è accettato in quanto legislatore esterno; tuttavia un altro
uomo che legiferi non fa scandalo! Sapere che il proprio destino non è libero
è cosa da far “venire le vertigini”! (Habermas ) “Sapere che le nostre
caratteristiche ereditarie sono il frutto di un’avvenuta programmazione ci
costringe, sul piano esistenziale, a subordinare e a posporre il nostro
essere-organismo al nostro avere un corpo”. Secondo il filosofo marxista
tedesco Habermas, è assurdo accettare che “io sono ciò che sono perché un dato
estrinseco, un evento eterogeneo me lo ha imposto!!. Vivremo un nuovo
“decentramento” soggettivo, dopo quello di Copernico e Darwin. Quel “fine in
sé” che rende uguali gli esseri umani viene annullato dal “designer”. Primo
diritto: la non delegabilità della propria vita. SONO LIBERO IN QUANTO SONO
INDISPONIBILE (nemmeno disponibile a me stesso: divieto di vendita di organi).
Lino
Sartori, filosofo, docente di Storia e Filosofia al Liceo statale “P.
Levi” di Montebelluna (TV), docente e contratto presso Università Cattolica di
Milano in Sociologia Economica e presso università IULM di Milano, sede di
Feltre, in Etica di Impresa e Bilancio Sociale; dal 1997 membro eletto del
Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione.
Postato dal nostro Associato Prof. Lino Sartori
il 09 Giugno 2005